Si è svolta ieri, nei locali di via oriani 31 una partecipata assemblea organizzata dall'associazione "E. Berlinguer", sulla costruzione dell'opposizione all'attuale governo regionale di centrodestra.
La riunione, presieduta dal consigliere comunale del pd Giampaolo Mameli, ha visto la partecipazione del consigliere regionale Carlo Sechi, eletto nelle liste di Rifondazione Comunista e dell'ex assessore comunale ai lavori pubblici oggi anch'egli assessore regionale, Luigi Lotto.
Nella relazione iniziale, Mameli ha illustrato le finalità dell'associazione, nata per iniziativa dell'ex sezione dei DS, ossia la costruzione di un "ponte" tra quanti hanno condiviso la scelta di aderire al PD e quanti invece hanno seguito la strada di Sinistra Democratica o altro ancora. Affrontando il discorso delle passate elezioni regionali, ha descritto come "inaspettata" sia la sconfitta che le proporzioni di questa. Un risultato che ha ammutolito la coalizione che, nonostante i primi provvedimenti della giunta Cappellacci, ancora stenta a farsi sentire; non sono state infatti colte le occasioni di far vedere alla gente come le promesse elettorali di Berlusconi & co., siano già carta straccia, dalle promesse sull'Eurallumina di Portovesme, al collegio sardo per le elezioni europee, passando per il mancato finanziamento per la Sassari-Olbia e per l'abolizione della tassa sul lusso; o ancora il bluff del piano casa o l'accensione di mutui da parte del consiglio regionale. Occorre quindi, per Mameli costruire l'opposizione e il fare opposizione anche nella società.
Il secondo intervento è stato quello di Carlo Sechi, che ha parlato del clima pesante che si respira nell'aula consiliare, un misto di arroganza e di livore nei confronti della passata amministrazione. Arroganza che copre il vuoto politico di un'intera giunta e del suo programma che a detta dello stesso presidente "non ha una grande idea". Trovano nel piano paesaggistico il caprop espiatorio della crisi dell'edilizia, falsità che ha però fatto breccia nella popolazione alla quale viene proposto il piano-casa coem panacea di tutti i mali. Occorre quindi, secondo il consigliere, riorganzzarsi per difendere le scelte fatte da Soru, seppur con alcuni distinguo, e riorganizzare la sinistra.
L'intervento di Luigi Lotto è invece partito dalla sconfitta delle elezioni ed in particolare dalla dimensione inaspettata di questa. Una battuta d'arresto del progetto messo in cantiere dal centrosinistra. Si è consegnato il governo della Regione aal centrodestra nel momento in cui si dovevano raccogliere i frutti di ciò che si era seminato. Anche l'esponente del PD ha precisato che occorrerà rimboccarsi le maniche, fortificare i partiti, ad iniziare dal PD stesso, anche per reimpadronirsi del fare politica tra la gente, perchè se ora si respira astio nei confronti della Giunta Soru, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. E il prossimo test saranno le elezioni europee con la prospetttiva, tra un anno, delle amministrattive.
Si è aperto quindi il dibattito; il primo intervento è stato di Alba Canu, consigliere provinciale del PD, che ha messo in luce come la sconfitta di febbraio sia stata, prima che politica, una sconfitta culturale. E' mancato il flusso comunicativo con l'elettorato. Bisogna quindi fare tesoro di questo e avviare un processo di rieducazione al bene comune con un forte impulso alla partecipazione, affinchè, più che affidarsi alla leadership di un uomo solo, possa rinascere una leadership collettiva.
E' stata quindi la volta di Giorgio Macciotta che ha ribadito come le dichiarazioni elettoralistiche di Berlusconi abbiano avuto vita breve; a suo parere poi, la giunta Soru è stata un'amministrazione che, dopo anni, è tornata al "fare" anche di più della stessa giunta Melis che negli anni '80 vide la partecipazione del PCI. Ma evidentemente non si è stati capaci di trasmettere il messaggio; e non si è tutt'ora capaci di reagire:"ma non possiamo indignarci se in un momento di crisi economica, si toglie la tassa sugli yacht?".
L'intervento di Piero Sanna si è invece soffermato su un aspetto di democrazia, denunciando gli errori dello stesso centrosinistra, con la legge statutaria; allo stesso tempo anche gli errori commessi durante la campagna elettorale dove ognuno è andato per sè, tanto che non vi è stato neanche un volantino della coalizione che spiegasse il programma. Ha quindi invitato tutte le forze sociali a rimettersi in moto a partire dalle emergenze sociali come l'occupazione.
Sono intervenuti poi Bruno Pallavisini, che ha chiesto la costruzione di un Partito forte, che riabiliti i circoli come sede di decisione e abbandonare la visione della politica come sfida tra tifosi.Nicola (scusate non ho sentito il cognome!) ha lamentato invece la mancata "coltivazione" della alleanza che fece vincere la scorsa volta, con la perdita del (fu) Udeur e del Partito Socialista. Antonello Sechi ha invece puntato il dito contro quei partiti che non hanno condiviso in pieno il progetto di riforma della società, rendendosi complici del suo affossamento. Per Francesco Carboni la colpa della crisi della politica è figlia della scomparsa dei partiti organizzati, invitando quindi il PD a strutturarsi meglio come partito. Infine Giampaolo Ledda che ha sottolineato come i consiglieri d'opposizione non possano essere lasciati soli nella loro battaglia ma debbono invece essere aiutati dalla base.
La riunione, presieduta dal consigliere comunale del pd Giampaolo Mameli, ha visto la partecipazione del consigliere regionale Carlo Sechi, eletto nelle liste di Rifondazione Comunista e dell'ex assessore comunale ai lavori pubblici oggi anch'egli assessore regionale, Luigi Lotto.
Nella relazione iniziale, Mameli ha illustrato le finalità dell'associazione, nata per iniziativa dell'ex sezione dei DS, ossia la costruzione di un "ponte" tra quanti hanno condiviso la scelta di aderire al PD e quanti invece hanno seguito la strada di Sinistra Democratica o altro ancora. Affrontando il discorso delle passate elezioni regionali, ha descritto come "inaspettata" sia la sconfitta che le proporzioni di questa. Un risultato che ha ammutolito la coalizione che, nonostante i primi provvedimenti della giunta Cappellacci, ancora stenta a farsi sentire; non sono state infatti colte le occasioni di far vedere alla gente come le promesse elettorali di Berlusconi & co., siano già carta straccia, dalle promesse sull'Eurallumina di Portovesme, al collegio sardo per le elezioni europee, passando per il mancato finanziamento per la Sassari-Olbia e per l'abolizione della tassa sul lusso; o ancora il bluff del piano casa o l'accensione di mutui da parte del consiglio regionale. Occorre quindi, per Mameli costruire l'opposizione e il fare opposizione anche nella società.
L'intervento di Luigi Lotto è invece partito dalla sconfitta delle elezioni ed in particolare dalla dimensione inaspettata di questa. Una battuta d'arresto del progetto messo in cantiere dal centrosinistra. Si è consegnato il governo della Regione aal centrodestra nel momento in cui si dovevano raccogliere i frutti di ciò che si era seminato. Anche l'esponente del PD ha precisato che occorrerà rimboccarsi le maniche, fortificare i partiti, ad iniziare dal PD stesso, anche per reimpadronirsi del fare politica tra la gente, perchè se ora si respira astio nei confronti della Giunta Soru, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. E il prossimo test saranno le elezioni europee con la prospetttiva, tra un anno, delle amministrattive.Si è aperto quindi il dibattito; il primo intervento è stato di Alba Canu, consigliere provinciale del PD, che ha messo in luce come la sconfitta di febbraio sia stata, prima che politica, una sconfitta culturale. E' mancato il flusso comunicativo con l'elettorato. Bisogna quindi fare tesoro di questo e avviare un processo di rieducazione al bene comune con un forte impulso alla partecipazione, affinchè, più che affidarsi alla leadership di un uomo solo, possa rinascere una leadership collettiva.
E' stata quindi la volta di Giorgio Macciotta che ha ribadito come le dichiarazioni elettoralistiche di Berlusconi abbiano avuto vita breve; a suo parere poi, la giunta Soru è stata un'amministrazione che, dopo anni, è tornata al "fare" anche di più della stessa giunta Melis che negli anni '80 vide la partecipazione del PCI. Ma evidentemente non si è stati capaci di trasmettere il messaggio; e non si è tutt'ora capaci di reagire:"ma non possiamo indignarci se in un momento di crisi economica, si toglie la tassa sugli yacht?".
L'intervento di Piero Sanna si è invece soffermato su un aspetto di democrazia, denunciando gli errori dello stesso centrosinistra, con la legge statutaria; allo stesso tempo anche gli errori commessi durante la campagna elettorale dove ognuno è andato per sè, tanto che non vi è stato neanche un volantino della coalizione che spiegasse il programma. Ha quindi invitato tutte le forze sociali a rimettersi in moto a partire dalle emergenze sociali come l'occupazione.
Sono intervenuti poi Bruno Pallavisini, che ha chiesto la costruzione di un Partito forte, che riabiliti i circoli come sede di decisione e abbandonare la visione della politica come sfida tra tifosi.Nicola (scusate non ho sentito il cognome!) ha lamentato invece la mancata "coltivazione" della alleanza che fece vincere la scorsa volta, con la perdita del (fu) Udeur e del Partito Socialista. Antonello Sechi ha invece puntato il dito contro quei partiti che non hanno condiviso in pieno il progetto di riforma della società, rendendosi complici del suo affossamento. Per Francesco Carboni la colpa della crisi della politica è figlia della scomparsa dei partiti organizzati, invitando quindi il PD a strutturarsi meglio come partito. Infine Giampaolo Ledda che ha sottolineato come i consiglieri d'opposizione non possano essere lasciati soli nella loro battaglia ma debbono invece essere aiutati dalla base.
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