La Giunta Regionale varata da Ugo Capellacci è come la prima classe del Titanic.
Uno spaccato dei potenti sardi: alta borghesia, curia vescovile, dirigenti pubblici, figli di massoni, ciellini, medici, a quanto pare anche uno appoggiato dalla lega nord, e così via. Dire che è un compromesso tra i vari partiti della destra è cosa ovvia. Alcuni pensano che questo compromesso non sani gli attriti, i conflitti tra gli interessi delle varie anime affariste della destra, per esempio la destra gallurese.
Vedremo. Di sicuro i conflitti non nasceranno per questioni edilizie, visto che con il prossimo piano del governo, la speculazione edilizia e la cementificazione sfrenata sono assicurate agli imprenditori galluresi.
Ad ogni modo è da registrare la contraddizione più evidente di questa Giunta. La sua impossibilità nel risolvere la crisi industriale, la crisi della scuola sarda, della povertà dilagante e della crescente disoccupazione, compreso il settore edile. Infatti per risolvere queste crisi, ci sarebbe bisogno in primo luogo dell’intervento deciso di nazionalizzazione delle industrie in crisi (Porto Torres, Portovesme,ecc.), del credito privato (per rassicurare le migliaia di famiglie sarde, che sono tra le più indebitate d’Italia e fornire capitali all’industria), delle imprese di import-export (che fanno enormi profitti che servirebbero a rilanciare l’occupazione) e aprire un conflitto col governo nazionale per aumentare i fondi alla scuola, duramente colpita dai tagli della Gelmini.
Nessuna di queste politiche può essere attuata dalla destra, perché sarebbero in contraddizione con gli stessi esponenti della destra, dato che coloro che siedono in Giunta rappresentano perfettamente le classi più alte della società sarda!
La crisi non la sentono loro, ma noi. Non prenderanno nessun provvedimento utile a migliorare la Sardegna, ma a migliorare le loro tasche e quelle dei loro amici. Bisogna fare in modo che questo governo regionale duri il meno possibile, gli affari che faranno sopra le nostre teste, (a cominciare dalla montagna di soldi buttata per il G8) aggraverà la crisi economica che sta arrivando. Bisogna iniziare subito a costruire l’alternativa, dai quartieri, dai cantieri, dai luoghi di lavoro, dalle scuole.
Facciamoli affondare come il Titanic!
Uno spaccato dei potenti sardi: alta borghesia, curia vescovile, dirigenti pubblici, figli di massoni, ciellini, medici, a quanto pare anche uno appoggiato dalla lega nord, e così via. Dire che è un compromesso tra i vari partiti della destra è cosa ovvia. Alcuni pensano che questo compromesso non sani gli attriti, i conflitti tra gli interessi delle varie anime affariste della destra, per esempio la destra gallurese.
Vedremo. Di sicuro i conflitti non nasceranno per questioni edilizie, visto che con il prossimo piano del governo, la speculazione edilizia e la cementificazione sfrenata sono assicurate agli imprenditori galluresi.
Ad ogni modo è da registrare la contraddizione più evidente di questa Giunta. La sua impossibilità nel risolvere la crisi industriale, la crisi della scuola sarda, della povertà dilagante e della crescente disoccupazione, compreso il settore edile. Infatti per risolvere queste crisi, ci sarebbe bisogno in primo luogo dell’intervento deciso di nazionalizzazione delle industrie in crisi (Porto Torres, Portovesme,ecc.), del credito privato (per rassicurare le migliaia di famiglie sarde, che sono tra le più indebitate d’Italia e fornire capitali all’industria), delle imprese di import-export (che fanno enormi profitti che servirebbero a rilanciare l’occupazione) e aprire un conflitto col governo nazionale per aumentare i fondi alla scuola, duramente colpita dai tagli della Gelmini.
Nessuna di queste politiche può essere attuata dalla destra, perché sarebbero in contraddizione con gli stessi esponenti della destra, dato che coloro che siedono in Giunta rappresentano perfettamente le classi più alte della società sarda!
La crisi non la sentono loro, ma noi. Non prenderanno nessun provvedimento utile a migliorare la Sardegna, ma a migliorare le loro tasche e quelle dei loro amici. Bisogna fare in modo che questo governo regionale duri il meno possibile, gli affari che faranno sopra le nostre teste, (a cominciare dalla montagna di soldi buttata per il G8) aggraverà la crisi economica che sta arrivando. Bisogna iniziare subito a costruire l’alternativa, dai quartieri, dai cantieri, dai luoghi di lavoro, dalle scuole.
Facciamoli affondare come il Titanic!
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