Di fronte ad un dato nazionale ed europeo che non lascia spazio ad interpretazioni ottimistiche e che conferma come lo stato di crisi mondiale è il presupposto per la rivincita delle destre, dobbiamo leggere i dati della nostra Regione come un segnale positivo.
La lista comunista e anticapitalista, in Sardegna, ottiene il 4,80% dei consensi pari a 26.429. Anche i giovanissimi candidati scelti per la campagna elettorale ottengono dei risultati molto positivi e incoraggianti. Laura Stochino (7395 preferenze in Sardegna e 953 in Sicilia), Alessandro Corona (5341 preferenze in Sardegna e 412 in Sicilia). I due candidati sardi ottengono risultati soddisfacenti nonostante il boicottaggio mediatico attuato dai giornali sardi che non hanno dato spazio alle loro voci.
In questo mese abbiamo toccato le piazze di tutta la Sardegna portando i nostri temi e lavorando insieme per costruire un progetto politico nuovo e di unità della sinistra.
Pensiamo che da questo dato si debba ripartire per dire che i comunisti e le comuniste sarde non si arrendono, che l’unità a Sinistra è un’urgenza democratica e che il futuro delle nostre organizzazioni è in mano alle giovani e ai giovani militanti che in questo ultimo mese hanno impegnato tutto il loro tempo nel conseguimento di questo obiettivo.
Alle compagne e ai compagni e a tutti coloro che hanno contribuito a questo buon risultato elettorale in Sardegna, vanno i nostri più sinceri ringraziamenti.
L'assemblea è stata introdotta dal compagno Assessore al Lavoro della Provincia di Sassari Salvatore Marino che ha spiegato come l'ente che rappresenta abbia "abbracciato" la causa delle energie rinnovabili, specie sotto l'aspetto delle ricadute occupazionali, con l'istituzione di corsi per installatori di pannelli fotovoltaici e per energy-manager. Nel primo intervento il compagno Nicola Culeddu, ricercatore del CNR, ha esposto l'evoluzione della produzione di energia e le fonti che hanno caratterizzato i passi del genere umano, dal fuoco al vento, all'acqua passando per il legname e il carbone per arrivare ai "moderni" petrolio, gas naturale e nucleare evidenziando come ogni fonte abbia i suoi pro e soprattutto i suoi contro che non si limitano alla tristemente famosa CO2 ma anche, ad esempio, ai clorofluorocarburi. Ha poi concentrato la sua relazione su due punti: le tecnologie da attuare per la riduzione dei "danni" e le fonti energetiche rinnovabili. Le prime consistono in politiche per l'efficienza dei consumi, per lo sviluppo delle superficie boschive, per un ripensamento della produzione agricola che privilegi le filiere corte e nel potenziamento della cultura del riciclo. Le fonti energetiche rinnovabili hanno anche i loro risvolti della medaglia come ad esempio lo sfruttamaento di quella idraulica il cui impatto ambientale non si manifesta nella produzione in sè dell'energia, quanto nella costruzione delle centrali idroelettriche con le conseguenze che esse arreccano all'ecosistema (si pensi alle centrali costruite sul Fiume Giallo in Cina). Paradossalmente poi ritroviamo nelle fonti rinnovabili anche le biomasse che invece rischiano di contrastare il flusso positivo del riciclo come nel caso delle produzioni ecoballe, come per l'inceneritore di Acerra. Il secondo intervento è stato quello del compagno Massimo De Santi del quale proponiamo il video
che ha concluso con l'esortazione a costruire anche in Sardegna dei comitati contro il nucleare. L'ultima relazione è stata affidata al compagno Mauro Bulgarelli che, dopo una prima introduzione sui porti nucleari italiani (come Cagliari e La Spezia) e delle inesistenti procedure di evacuazione (in caso di incidente nucleare la prima cosa da fare sarebbe andare dal farmacista locale e chiedere delle soluzioni galeniche per questi eventi...) ha puntato l'attenzione sulle scorie nucleari e su come queste vengano utilizzate nella produzione di armi con il tristemente famoso uranio impoverito. In se tale materiale non provocherebbe danni ma il problema nasce nel momento in cui sia le armi che le strutture, ad esempio i carri armati sono entrambi costruiti con queste scorie: al momento dell'esplosione si innescano le reazioni deleterie per l'uomo anche a distanza di tempo. Parlando infine della politica energetica locale e delle scelte fatte ha ricordato della gestione superficiale degli impianti eolici, senza un'indirizzo delle amministrazioni locali che portasse ad una socializzazione dell'energia; si è preferito invece accontentarsi delle royalty con il risultato che molti impianti a oggi funzionano male se non per nulla.
A nome del Prc di Cagliari, voglio esprimere solidarietà e vicinanza alle famiglie dei 3 operai morti questo pomeriggio all'interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Ca). Secondo le prime informazioni, gli operai si trovavano in un ambiente chiuso che si sarebbe saturato di esalazioni tossiche. Siamo stanchi di restare a guardare un sistema economico violento, incivile e criminale che andrebbe fermato e invertito: da un parte si continuano a garantire condizioni di massima redditività alle industrie, e dall’altra si aumenta la precarietà, si allunga in maniera indiscriminata l’orario di lavoro, e poi si controllano di meno, o non si controllano affatto, le violazioni sulle norme di sicurezza. Un Paese che si definisce civile dovrebbe difendere ed estendere diritti e tutele per tutti i lavoratori.
Il mondo del lavoro, in Italia e in Sardegna nasconde sempre più il volto infame e crudele della progressiva mancanza di regole sulla sicurezza. La provincia di Cagliari non è immune alla destrutturazione del diritto alla salute e all’incolumità nel lavoro. Le impunità delle aziende sono sempre più evidenti, soprattutto con la neutralizzazione da parte del governo Berlusconi del Testo Unico sulla sicurezza, si abbassa la guardia in maniera complice e consapevole. Basta morti sul lavoro in nome del profitto. In una Repubblica fondata sul lavoro come la nostra, di lavoro non si può morire.
Giuseppe Stocchino Segretario Federale Prc/Se Cagliari
Bollettino di quartiere è il volantino del Circolo CENTRO STORICO di SASSARI. Periodicamente verrà diffuso come primo stimolo per la nascita di un'informazione "altra" nel nostro quartiere. I temi affrontati spazieranno dalla politica comunale fino a quella internazionale. Lo potrai trovare nella cassetta delle lettere, sul parabrezza della tua auto o sulle panchine del centro storico.